Sessualità

Come segnalare in Internet

Per riagganciarsi al discorso della diffusione in rete, che abbiamo iniziato parlando di sexting, per difenderci e tutelare la nostra persona abbiamo vari modi: alcuni “fai da te” altri che richiedono l’aiuto delle forze dell’ordine.

Nel caso in cui qualcuno decida di molestarci o diffamarci su internet, non importa che sia con immagini, parole dirette o indirette (quando ci si riferisce ad una persona senza esplicitarne il nome, ma si capisce comunque di chi si sta parlando), dobbiamo sempre agire tempestivamente e utilizzare i mezzi che il social media o la legge ci mette a disposizione.

Prima di addentrarci nell’articolo distinguerei i vari modi con cui una persona può infastidirci su internet (speculari a ciò che succede nella realtà, cambia solo il mezzo con cui è fatto).

Abbiamo:

  • Le Molestie: una persona ci manda un messaggio (privato o pubblico) provocatorio, con insulti, richieste o proposte esplicite di sesso o mandando foto di parti intime non richieste.
  • Stalking (cyber stalking): lo stalking è un qualcosa di ripetuto nel tempo, intenzionale e opprimente. Non ci si sente più liberi di frequentare una “piazza” virtuale senza che questa persona ci contatti e/o ci dia fastidio.
  • Cyberbullismo: Azione intenzionale e ripetuta nel tempo fatta da un gruppo di persone. A differenza del bullismo classico, che spesso si svolge all’interno delle mura della scuola, il cyberbullismo ha una divulgazione maggiore all’interno di internet, anche con persone al di fuori del tuo contesto sociale; e può raggiungerti ogni volta che sei presente online.

Cosa possiamo fare?

1° passo: Auto-difenditi

Ogni social ha pagine e pagine sulle regole della community; tali regole le approvi quando ti iscrivi al social e, se vieni bloccato o bannato da esso non puoi dire che non lo sapevi.

Par sapere come ignorare, bloccare o segnalare una persona sui social (prendo in considerazione Facebook, Instagram, Youtube, WhatApp e Gmail) ti invito a guardare il mio video su Youtube:

2° passo: conserva tutte le prove

Può capitare che nonostante tutto quello che abbiamo fatto per tutelarci, questa persona insista a molestarci. Conservare quindi le prove, fate delle copie dei messaggi e salvatele (backup) su un disco esterno o cloud.

Se i messaggi o le conversazioni vengono cancellate, volutamente o non, non c’è da preoccuparsi: nelle mani delle forze dell’ordine, anche ciò che si credeva cancellato o perso per sempre può essere, in tutto o in parte, recuperato.

Se siete abili a maneggiare computer e dispositivi digitali potete recuperare i file persi anche da sol*, grazie a Disk Drill, scaricabile sia per Mac sia per Windows.

2° passo: Rivolgersi alle autorità competenti

Rivolgersi alle autorità competenti e, in questo caso, la Polizia Postale è la più adatta per questo tipo di operazioni. Infatti hanno un addestramento speciale che li porta a conoscere e utilizzare i mezzi informatici per questo tipo di situazioni.

Ci si può presentare negli uffici della Polizia Postale direttamente e far verbalizzare le proprie accuse, magari portando con sé le prove. Oppure, in alternativa, si può preparare la denuncia scritta (la cosiddetta “querela”) in cui si descrive, in modo preciso, l’accaduto. La querela serve a mettere in moto le indagini.
In questo secondo caso, può essere molto utile rivolgersi ad un avvocato, il quale sarà in grado di evidenziare meglio gli aspetti rilevanti per le forze dell’ordine.

3° cercare associazioni di aiuto

C’è una terza via, soprattutto per chi non può permettersi un avvocato o non sa che pesci pigliare: ossia le associazioni che si occupano di stalking, molestie o bullismo. Ce ne sono tante sparse per tutto il territorio Italiano che lavorano anche a livello Nazionale.

Minore coinvolto?

Sei minorenne e sei convint* che qualunque cosa tu faccia non può succederti nulla? Sbagliato!

Se parliamo di minori di 14 anni, coinvolti in situazioni di stalking o cyberbullismo (sia che ne siate gli autori, sia che ne siate la vittima), la responsabilità civile rimane dei genitori, anche se al momento dell’iscrizione al social date nome e cognome e mettete la spunta di consenso al trattamento dei dati.

Ma dai 14 ai 18 anni la responsabilità civile passa al minore, se ess* è in grado di intendere e di volere.

Questo non toglie la responsabilità e il dovere morale dei genitori di controllare cosa fanno i loro figli su internet. 

Se tu* figli* è stat* diffamat* sui social puoi compilare un istanza per oscuramento da inviare direttamente al social che è obbligato a rimuovere tutti i contenuti diffamatori.

Scarica l’istanza di oscuramento:

Gli adolescenti di oggi hanno in mano un bolide (telecamera + internet) e al momento non c’è nessuno che ti insegni ad usare la tecnologia nel modo più corretto e responsabile.

Tuttavia, le responsabilità per atti di stalking e cyberbullismo, compiute dal minorenne possono ricadere anche sui genitori, perché devono educare adeguatamente e vigilare il/la figli*, cercando di correggerne comportamenti devianti.

Non sono solo i genitori gli educatori che i/le ragazz* trovano sul loro percorso di crescita. Gli insegnanti e la scuola sono responsabili della vigilanza sulle sue azioni e ha il dovere di impedire comportamenti dannosi verso gli altri o verso le strutture della scuola stessa.

Vi ringrazio di aver letto fino a qui. Un bacio e al prossimo post!

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Ciao a tutti io sono Lisa e sono un educatrice e consulente sessuale, o come mi piace definirmi "Sex Blogger". Mi piace parlare di sesso, psiche e relazioni in maniera libera e serena. Parlare di sesso non è mai stato così facile.

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