Giornata mondiale contro HIV e AIDS

Circa quarant’anni fa, agli inizi degli anni ‘80, in alcuni ospedali delle principali città statunitensi si vedeva per la prima volta, soprattutto nei soggetti più giovani, una malattia nuova. Poco tempo dopo questa malattia venne chiamata AIDS (Acquired Immune Deficiency Syndrome, sindrome da immunodeficienza acquisita). Erano le prime manifestazioni di questa terribile pandemia, tutt’oggi ancora in corso. Qualche anno più tardi si scoprì che l’AIDS è causata da un virus, HIV (Human Immunodeficiency Virus, virus dell’immunodeficienza umana).

Il 1° dicembre di ogni anno si celebra la giornata internazionale contro HIV e AIDS.
Ne approfittiamo per fare chiarezza sul tema

HIV e AIDS sono quindi sinonimi?

Assolutamente no!
L’AIDS è la fase terminale della malattia, causata dal virus HIV. Per questo motivo vivere con l’HIV (sieropositività) non vuol dire avere l’AIDS. Quest’ultima sopraggiunge solo se non si è a conoscenza della propria sieropositività e non si assumono farmaci che sono in grado di “addormentare” il virus nel nostro corpo.

Cosa succede al nostro organismo quando entra il virus?

L’HIV è un virus che ama replicarsi nei linfociti T, in particolare i linfociti T-CD4 che sono una parte dei globuli bianchi deputata a lottare contro le varie infezioni. Una volta che si replica all’interno di queste cellule le distrugge e, giorno dopo giorno, ne determina una loro riduzione numerica. Quando questi linfociti non saranno più in numero sufficiente per combattere le infezioni (un po’ come una squadra di calcio che ha subito numerose espulsioni), non sono più in grado di difendere il nostro organismo. Ecco che compare la fase avanzata di malattia, l’AIDS.

Dal momento in cui il virus entra al momento in cui compare l’AIDS possono passare molti anni, anche più di 10, durante questo periodo non sarà presente nessun sintomo. Per questo motivo non è possibile capire se una persona è affetta da HIV solo guardandola.

Come ci si può infettare?

L’infezione può avvenire sostanzialmente tramite tre modalità: rapporti sessuali, contaminazione con sangue infetto e trasmissione verticale (da madre a figlio).

Fortunatamente la contaminazione tramite sangue infetto è ormai molto ridotta anche per il fatto che è calato l’utilizzo di sostanze per via endovenosa. Al giorno d’oggi, inoltre, la contaminazione tramite trasfusione di sangue infetto non avviene più visti i rigorosi controlli;  pertanto i rapporti sessuali sono a oggi la causa più frequente.

Sono più a rischio i rapporti anali rispetto a quelli vaginali (perché c’è maggior traumatismo) e le donne sono più colpite. I rapporti orali generalmente hanno un basso rischio di contrarre il virus, anche se non è zero.

❗️Importante invece ricordare che baci, abbracci, strette di mano, condivisione di bagni o oggetti personali non rappresentano un rischio di contagio.

Come evitare l’infezione?

Per evitare di contrarre il virus HIV è importante usare sempre il preservativo. Il condom, se usato correttamente, fornisce una protezione completa dal rischio di contagio.

Se una coppia è stabile e preferisce non usare il profilattico, è bene eseguire periodicamente i test per HIV e malattie sessualmente trasmissibili.

Come fare a sapere se si è contratta l’infezione da HIV?

Visto che il virus può agire indisturbato per molti anni senza dare sintomi, l’unico modo di sapere se si è sieropositivi è fare il test. Non ci sono altri strumenti e non basta sentirsi bene per essere sicuri di non avere HIV. 

Quali sono i rimedi, se si è scoperto di avere l’HIV?

Niente panico, innanzitutto.
Fortunatamente ora abbiamo a disposizione dei farmaci potentissimi praticamente senza alcun effetto collaterale. Queste medicine, se prese regolarmente, sono in grado di azzerare la replicazione del virus nel sangue e nei liquidi biologici, facendo sì che i linfociti possano tornare a fare il loro lavoro di guardiani delle infezioni. La terapia antiretrovirale (TARV) viene fornita gratuitamente a tutti coloro che abbiano contratto l’infezione da HIV e se presa correttamente tutti i giorni (un po’ come la pastiglia della pressione della nonna) ci permette di vivere serenamente senza paura arrivare alla temibile AIDS.

Qual è la speranza di vita di una persona con HIV?

Con la terapia che abbiamo a disposizione oggi la speranza di vita dei pazienti che vivono con l’HIV è sostanzialmente uguale alla popolazione generale. Questo vuol dire che ormai l’HIV è diventata un’infezione cronica che si cura alla pari della pressione alta o del diabete.

Come evitare la fase terminale della malattia, cioè l’AIDS?

L’unico modo è conoscere il proprio stato di sieropositività facendo test regolari e in caso il risultato fosse positivo assumere la terapia costantemente. Solo in questo modo non si arriverà mai alla fase terminale.

Dove posso eseguire il test HIV?

l test può essere fatto in un qualsiasi ospedale italiano, meglio presso una clinica di malattie infettive. In molti centri è possibile farlo gratuitamente e anche in anonimo, per tutelare la privacy. Qui una lista dei centri in Italia dove poter fare il test HIV: https://www.uniticontrolaids.it/aids-ist/test/dove.aspx

Da qualche anno sono anche disponibili in farmacia o negli store online dei test fai da te. Questi test tuttavia hanno una minore sensibilità e non sono accompagnati dal counseling che generalmente viene offerto ogni qualvolta si fa il test in ospedale.

Ogni quanto è meglio fare il test?

A tutte le persone con vita sessuale attiva si consiglia di fare il test almeno ogni 6 mesi. Tuttavia qualora si pensi di essersi esposti ad una situazione a rischio è meglio eseguire il test dopo 2-3 settimane dal presunto contagio e poi ripeterlo dopo 1-2 mesi.

Se sono sieropositivo posso vivere una vita normale? Corro il rischio di infettare amici, parenti e partner?

Le persone che vivono con l’HIV hanno una vita assolutamente normale, a patto che prendano regolarmente la terapia. Non vi è alcun rischio di infettare amici e parenti né tantomeno il partner. Con i farmaci infatti la carica virale nel sangue e nei liquidi biologici è azzerata, pertanto non c’è la possibilità di infettare il proprio partner anche durante rapporti sessuali.

Se avete altre domande potete contattarmi tramite i direct di instagram alla mia pagina Niccolò Ronzoni

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Sono un medico con specializzazione in malattie infettive e tropicali. Tra gli ambiti di mio interesse c'è la prevenzione e cura delle malattie sessualmente trasmissibili. In questo blog curo la parte scientifica allo scopo di fornire informazioni precise e chiare per tutti.