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La grande mima

La sifilide, o lue, è una malattia sessualmente trasmissibile causata da un batterio, il Treponema pallidum. Questo batterio vive e si replica all’interno del corpo umano e viene trasmesso da uomo a uomo (l’unico essere vivente che sembra esserne suscettibile) durante i rapporti sessuali.

La sifilide esiste da tantissimi anni, pensate che sono stati trovati segni di malattia negli scheletri di persone vissute addirittura ai tempi di Cristoforo Colombo. Si ipotizza però che la malattia esista da molto prima.

Durante il periodo delle guerre mondiali era diffusissima soprattutto tra i soldati e, non essendoci antibiotici per curarla, si presentava anche in forme molto gravi che spesso erano mortali.

Quali sono i segni e i sintomi della sifilide?

La sifilide può avere quattro diverse fasi: primaria, secondaria, latente e terziaria.

La sifilide primaria viene generalmente acquisita tramite diretto contatto sessuale con una persona affetta. Dopo qualche giorno dall’esposizione (mediamente 2-3 settimane) compare generalmente una lesione cutanea (sifiloma) che si presenta come una specie di ulcera non dolorosa. In alcuni casi le lesioni possono anche essere più di una. Più comunemente si trovano a livello del pene, della vulva, a livello del collo dell’utero e nella zona perianale e rettale proprio perché la lesione si sviluppa dove c’è stato il contatto e quindi l’ingresso del batterio. Se non viene trattata, tale lesione cutanea può persistere fino a circa 2 mesi. 

Dopo circa 1-3 mesi dall’infezione primaria si può avere la fase secondaria che si può presentare in molti modi diversi: macchie cutanee, ingrossamento dei linfonodi, febbre, mal di gola, stanchezza, perdita di capelli, problemi alle ossa, agli occhi ecc…
Ecco perché la sifilide viene chiamata “la grande mima”: può dare praticamente qualsiasi sintomo!

A volte dopo la fase primaria non avviene subito la fase secondaria ma la malattia può andare in fase latente. In tal caso non saranno presenti sintomi ma la malattia è sempre diagnosticabile con gli esami del sangue.

Senza trattamento, un terzo delle persone infette sviluppa la malattia terziaria. La sifilide terziaria si può verificare da tre a quindici anni dopo l’infezione iniziale. Questa è la forma più grave perché coinvolge gli organi interni e può dare problemi al sistema nervoso centrale (meningite, paralisi) al cuore o alle ossa, articolazioni muscoli e cute. 

Esiste anche una forma particolare, la sifilide congenita, che viene trasmessa dalla madre al figlio durante la gravidanza o durante il travaglio e il parto. Fortunatamente oggi è assai rara, grazie agli esami di screening che vengono eseguiti sulle donne gravide. Un bambino affetto da sifilide congenita avrà malformazioni che possono coinvolgere la cute, gli occhi, il cervello, gli organi addominali, il cuore.

Come ci si contagia?

Il contagio avviene per contatto durante i rapporti orali, vaginali o anali. Il Treponema è infatti in grado di passare attraverso le mucose ma anche attraverso la cute se danneggiata (in presenza di abrasioni, ferite, lesioni ecc…). Le lesioni cutanee sifilitiche (ad es. il sifiloma primario) contengono il treponema vivo e replicante e sono molto contagiose, spesso però è possibile infettarsi anche se non ci sono segni apparenti sulla cute o sulle mucose.

Come fare la diagnosi?

La diagnosi è possibile tramite un prelievo di sangue che andrà poi interpretato da un medico esperto nella patologia (solitamente un infettivologo o un dermatologo). Gli esami a disposizione infatti non sono in grado di distinguere le fasi della malattia e soltanto un medico con la visita e con eventualmente altri esami riuscirà a capirlo.

Come ci si cura?

La buona notizia è che la sifilide è molto sensibile agli antibiotici della famiglia delle penicilline (i primi antibiotici scoperti nel 1928 da Alexander Fleming), la cattiva notizia però è che molto spesso la terapia sarà di tipo iniettivo.

Per una forma primaria generalmente è sufficiente una iniezione di penicillina intramuscolare mentre per le forme secondarie, latenti o terziarie ne serviranno di più.

Come prevenire?

Per ridurre il rischio di trasmissione della sifilide è necessario utilizzare sempre il preservativo per i rapporti sessuali. Anche i rapporti orali come abbiamo già detto sono a rischio per la trasmissione della sifilide. In questo caso sarebbe utile utilizzare un dental dam se vogliamo abbassare notevolmente il rischio, soprattutto in caso di rapporti con partner occasionali.


La sifilide è una malattia curabile se presa in tempo quindi è importante una diagnosi precoce. A tal proposito in ogni città italiana esistono centri appositi dove potere eseguire tutti gli esami per escludere le infezioni sessualmente trasmissibili. Molto spesso questi esami vengono eseguiti in anonimo e gratuitamente e sarete seguiti da professionisti sanitari (medici ed infermieri) esperti nella diagnosi e nel trattamento delle MST.

Se pensate, quindi, di essere a rischio di aver contratto una MST oppure, volete soltanto fare un check-up della vostra salute (consigliato a chiunque abbia una vita sessuale attiva), potete contattare l’ospedale più vicino a voi: a questo link trovate una lista completa.

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Mi sono laureato in Medicina e Chirurgia all’Università di Milano-Bicocca e specializzato in Malattie Infettive e Tropicali all’Università di Sassari. Attualmente lavoro come infettivologo in un ospedale della provincia di Verona. Durante la mia carriera mi sono sempre occupato di prevenzione e cura delle malattie sessualmente trasmissibili e ho partecipato ad incontri formativi con i ragazzi delle scuole. La sessualità è una componente molto importante nel contribuire al benessere fisico e psicologico di ogni individuo ed è necessario parlarne senza taboo per poterla vivere in maniera sicura e piacevole. In questo blog curerò la parte più scientifica allo scopo di fornire informazioni precise e chiare per tutti.